RICHARD KOO: L’intera crisi dell’eurozona è iniziata con un gigantesco salvataggio della Germania

Voci dall’estero ha tradotto questo articolo di 3 anni fa di Business Insider. Il noto economista Koo rintraccia la causa del problema di competitività che affligge il Sud Europa: non la pigrizia dei suoi abitanti – teoria molto in voga e in odore di razzismo – ma la scelta della BCE di salvare la Germania dai suoi problemi negli anni 2000 senza utilizzare gli stimoli fiscali. I paesi “cavalletta” hanno in realtà trainato i tedeschi fuori dalle secche rilanciandone il settore delle esportazioni, solo per poi ritrovarsi in grossi guai.

Di Joe Weisenthal, 19 giugno 2012.

Ottimo pezzo di Richard Koo di Nomura, che analizza il cosiddetto “problema di competitività” dei Paesi europei meridionali.

Anziché cercare qualche problema in questi Paesi, secondo Koo quello che è successo è che dopo che la bolla tecnologica del 2000 è esplosa (una bolla alla quale la Germania era ampiamente esposta) la BCE ha utilizzato una politica monetaria eccezionalmente espansiva per stimolare l’economia, cosicché la Germania non avrebbe dovuto rilanciare la sua economia tramite la politica fiscale.


Questo provvedimento non ha avuto grandi effetti interni in Germania (che soffriva di una “balance sheet recession” (*)) ma ha fatto decisamente surriscaldare le bolle nella periferia, causando il boom delle importazioni dalla Germania, mettendo così la periferia in debito e rafforzando il settore delle esportazioni della Germania, salvandola dalle conseguenze dell’esplosione della bolla hi-tech.

Dice Koo:

I paesi dell’Europa meridionale, che non avevano partecipato alla bolla IT (Information Technology NdVdE), hanno goduto di economie forti e di una robusta richiesta di fondi da parte del settore privato, in quel momento. Il tasso del 2% fissato dalla BCE ha portato quindi alla forte crescita dell’offerta di moneta, che a sua volta ha alimentato espansioni economiche e bolle immobiliari.

I salari e i prezzi sono aumentati… facendo diventare quei paesi meno competitivi rispetto alla Germania. In breve, il tasso ultra-basso impostato dalla BCE ebbe scarse conseguenze in Germania, che stava soffrendo da una “balance sheet recession” (*), ma era troppo bassa per gli altri paesi dell’eurozona, questo causò tassi di inflazione ampiamente divergenti.

La Germania diventava quindi sempre più competitiva rispetto alle economie in crescita dell’Europa meridionale, le esportazioni crebbero notevolmente e tirarono la nazione fuori dalla recessione. Il surplus commerciale della Germania superò rapidamente quelli del Giappone e della Cina fino a diventare il più grande del mondo, con gran parte della crescita alimentata dalle esportazioni verso gli altri mercati europei.

E’ la BCE, non l’Europa meridionale, la responsabile del gap di competitività.

Nel 2005, ho detto a un alto funzionario della BCE che fu ingiusto costringere gli altri paesi a salvare la Germania, stimolando le loro economie tramite allentamento della politica monetaria senza richiedere alla Germania di operare uno stimolo fiscale, quando era la Germania ad essere stata così profondamente sovraesposta alla bolla (High-Tech NdVdE). Il funzionario ha risposto che questo è quel che significa una moneta unica: poiché alla Germania non poteva essere concessa un’eccezione riguardo allo stimolo fiscale, l’unica opzione era di sollevare l’intera regione con la politica monetaria. In altre parole, non ci sarebbe stato bisogno di questo drammatico allentamento della BCE — e quindi nessun motivo perché il gap di competitività con il resto dell’eurozona si allargasse ai livelli attuali — se la Germania avesse usato lo stimolo fiscale per affrontare la sua “balance sheet recession” (*).

I creatori del trattato di Maastricht non hanno adottato alcuna misura in risposta alle “balance sheet recession” (*) quando hanno redatto questo documento, e l’attuale “problema di competitività” è esclusivamente imputabile al limite del 3% al deficit fiscale del trattato, che costringe la BCE a misure irragionevoli riguardo la politica monetaria durante questo tipo di recessioni. I paesi dell’Europa meridionale non sono da biasimare.

Ben detto!

(*) balance sheet recession = recessione dovuta all’eccessivo indebitamento del settore privato NdVdE.

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