L’EUROPA E’ EUROSCETTICA!

Da nord a sud, da ovest ad est i movimenti Euroscettici da sinistra a destra non solo crescono nei consensi ma ottengono i numeri per governare.
In Polonia a vinto ha vinto il partito nazionalista ed euroscettico ( la Polonia non ha l’euro ) Diritto e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski che conquistano la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, riuscendo nella fatidica impresa di governare da soli.
Il partito di Kaczynski è nettamente contrario all’ingresso del Paese nella zona euro, puntando maggiormente a rafforzare i poteri dello Stato in economia e la cooperazione con il gruppo Visegrad
In Ungheria governa Vitor Orban nazionalista ed euroscettico il quale ha ha voltato le spalle ai dogmi del liberismo che avevano portato l’Ungheria a lasciare per strada più di 10 punti di PIL, ed è ripartito dalla centralità dell’intervento pubblico con la nazionalizzazione del sistema pensionistico, la nomina di un direttore della banca centrale imposto dal governo per riappropiarsi del controllo della politica monetaria della nazione e opponendo un netto rifiuto all’ipotesi dell’ingresso del suo paese nell’Eurozona.

Nel Regno Unito si andrà a votare per un referendum che propone l’uscita dall’Unione europea, e Londra non ha nemmeno l’euro.
In Francia si voterà nel 2017 e il Front National di Marine Le Pen partito nazionalista e dichiaratamente anti euro nei sondaggi è in continua crescita.
La Finlandia da sempre esempio di virtuosità, è lo Stato con il più alto rating dell’Eurozona insieme alla Germania è l’unico paese scandinavo che non è ancora riuscito a tornare ai livelli pre-crisi, e il Partito euroscettico dei Veri Finlandesi, si è affermato come seconda forza politica del Paese.
Nell’Italia provata dalla crisi i partiti euroscettici, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle se sommati superano superano il 50%.
Ovviamente tutti questi partiti, movimenti politici di destra sono stati bollati dalla stampa ( di regime ) europea come xenofobi, razzisti e populisti.
Ma ora andiamo ad analizzare la situazione nei paesi in cui i movimenti anti euro hanno una matrice di sinistra.
In Grecia nonostante la cpitolazione nei confronti della troika tsipras si conferma il primo partito e governerà per i prossimi 5 anni.
In spagna il movimento di Pablo Iglesias Podemos dopo i risultati positivi delle europpe e delle amministrative ( ha vinto a Barcellona ) sembra in netto calo. Il motivo è il suo avvicinamento al centro, mossa politica per raccogliere il voto dei moderati e dal risultato delle trattative tra Tsipras e la troika.
Insomma gli elettori spagnoli, gli indignados anti euro, anti austerità non sembrano gradire lo spostamento di Iglesias verso il centro, vogliono un programma chiaro ma sopratutto che traghetti la spagna fuori dalla crisi della zona euro.
In Portogallo alla coalizione di sinistra, quella anti euro e anti austerità, nonostante la chiara vittoria delle elezioni gli viene negato il diritto di governare.
L’europa tramite il Presidente della Repubblica portoghese ha deciso di non affidare l’incarico di governo alla coalizione di sinistra che ha raggiunto la maggioranza, che rischierebbe con le sue “pretese populiste” di “destabilizzare i mercati”.
Un vero e proprio colpo di stato, ovviamente con la complicità dei media europei che bollano come dittatore Victor Orban il premier Ungherese eletto democraticamente ma tacciono sul colpo di stato istituzzionale avvenuto in Portogallo.
Gli unici a non voler vedere la crescita del sentimento antieuropeista sembra essere solo l’europa e le istituzioni europee non elette democraticamente.
Cieche di fronte alla volontà e alle esigenze dei popoli europei continuano imperterrite a promulgare politiche assurde e antieuropee.

Riccardo Gambi

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